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Nomine Privacy e Agcom

Le "primarie" e i curricula

 
Cliccando sui link che seguono si possono leggere i curricula di tutti i candidati a componente del.Garante per la protezione dei dati personali, dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa. Chiunque abbia voglia di scorrerli potrà giudicare se approva le scelte effettuate dal Parlamento e dai singoli gruppi. Personalmente, ho espresso un dissenso netto e motivato anche nella riunione congiunta dei gruppi PD di Camera e Senato che ha preceduto il voto (vedi ad esempio il Corriere dellla Sera e il Fatto quotidiano). Si è detto che il PD ha selezionato i suoi candidati con "primarie interne". A dire il vero mi pare improbabile far rientrare la procedura seguita nel caso specifico in quella categoria e credo sia quindi corretto riferire come effettivamente sono andate le cose.

Martedì mattina alle 10:00 si è svolta l'assemblea congiunta dei gruppi PD Camera e Senato con all'OdG le nomine per l'Agcom e il Garante per la privacy. Dario Franceschini, a nome delle presidenze dei gruppi e del segretario, ha proposto di identificare, come PD, un solo nome per l'Agcom, negoziando il secondo (che avremmo potuto esprimere in proprio) con l'UDC. La breve discussione generale ha riguardato soprattutto l'opportunità o meno di regolarsi, per questo aspetto, diversamente dal PdL, che ha invece "preso" tutti e due i commissari che è in grado di eleggere. Paolo Gentiloni, in particolare, ha segnalato il rischio che l'equilibrio all'interno dell'Agcom ritorni, come oggi, a favore di Berlusconi, a seconda degli orientamenti e ondeggiamenti dell'Udc. Personalmente sono intervenuto per sottolineare che per l'Agcom ha anche senso porsi problemi di equilibrio e rapresentanza politica, data la natura dei problemi che deve trattare, soprattutto in presenza del conflitto di interesse, purché si faccia anche una valutazione effettiva delle competenze dei candidati. In linea generale, dovrebbero di gran lunga prevalere le valutazioni sulla reputazione professionale, il prestigio, le dimostrate capacità nel settore a cui si riferisce l'incarico e l'indipendenza dei nominati. Ho espresso dubbi sul fatto che la procedura adottata consentisse una tale valutazione e ho sostenuto che sarebbe stato meglio, allora, che le presidenze del gruppo si assumessero apertamente la responsabilità della scelta. Insieme a pochi altri, ho insistito che metodo e merito apparivano molto al di sotto delle legittime attese dell'opinione pubblica. Ma a dire il vero, ho avuto più che l'impressione d'essere considerato un corpo estraneo.

Si è quindi svolta la votazione: le cosiddette "primarie". Eravamo stati avvisati giorni prima che sarebbe stato possibile mandare i CV di eventuali candidati entro lunedì sera. Gli stessi CV sono stati tenuti riservati fino al mattivo successivo, quando sono stati resi disponibili in un'unica copia cartacea, presso il tavolo della presidenza, ma naturalmente nessuno li ha sfiorati. Sono stati solo letti i nomi dei candidati. I prescelti sono con tutta evidenza frutto di un accordo tra due componenti interne al PD, come chiunque intende. Il risultato della votazione non è stato reso pubblico. Sono stati riportati solo i nomi dei prescelti, in base ad un principio di riservatezza che potrebbe forse essere oggetto di una valutazione giuridica da parte del nuovo Garante della tutela dei dati personali. Personalmente ho avanzato una candidatura, dopo aver chiesto e generosamente ottenuto la disponibilità dell'interessata, pur sapendo che difficilmente sarebbe stata presa in considerazione, nonostante l'assoluta impeccabilità ed eccellenza del curriculum. Rimane a testimonianza aggiuntiva, insieme a quella di Stefano Quintarelli e di altri, che, volendo, anche in Italia si può fare meglio. Bisognerebbe ricordarlo e chiederne conto a quei politici che parlano a vanvera di professionalità, merito, apertura alla società civile e rispetto delle istituzioni.

Commenti   

 
0 #3 Salvatore Vassallo 2012-06-17 13:27
Caro commentatore anonimo,
se fa lo sforzo di leggere le prime due pagine con l'elenco dei curricula depositati presso la Presidenza della Camera dei deputati per l'Autorità sulla Privacy vedrà che ce n'è uno da me proposto. Li può leggere cliccando sul link che ho messo all'inizio della stessa nota che ha commentato, un po' frettolosamente.
In Parlamento ci siamo per alzare la mano e esprimere la nostra opinione. Così funziona la democrazia rappresentativa . Per esprimere opinioni sensate occorre documentarsi, studiare, confrontarsi con le opinioni espresse da altri. Si tratta di una fatica che spesso non si vede, ma è l'unico modo serio per svolgere la funzione parlamentare. Io cerco di farlo rispondendo alla mia coscienza, oltre che alle indicazioni del gruppo di cui sono parte.
SV
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0 #2 marco morsi 2012-06-17 09:24
[NB: QUESTO COMMENTO E' STATO DEPOSITATO LASCIANDO NOME E INDIRIZZO FALSI -- SEGUE COMUNQUE UNA MIA RISPOSTA. SV]
On Vassallo glielo ripeto, faccia un gesto di onesta coerenza una volta tanto, si dimetta dal Parlamento e dal PD. Altrimenti sono solo chiacchere. Anche lei dice di aver sostenuto una candidatura eccellente ma non ci dice di chi si tratta. Voi del PD dite in continuazione di non esser d'accordo con i provvedimenti per i quali votate, oppure votate provvedimenti per poi dire che sono da cambiare. Siete uomini o alzamani?
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0 #1 elena ferarara grana 2012-06-08 09:11
ma dove andremo a finire di questo passo?
cosa pensano di ottenere questi politici, credono che saranno ancora eletti dal popolo? Soprattutto dai giovani diciottenni che non ne possono più di vivere in un paese imploso su tutto, anche grazie a questa corruzione imperante frutto dei loro "inciuci"?
Scusi lo sfogo, ma le parlo non solo da cittadina attonita per tutto quello che continua a succedere impunemente, ma anche da madre di un diciottenne che per colpa di questo marcio sistema non crede più nei partiti, e purtroppo come lui tanti altri adolescenti italiani.
che si sveglino questi politici e vadano tra i giovani!
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