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Commissione Tecnica per la Finanza Pubblica

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PRESIDENTE. L'onorevole Vassallo ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00103, concernente risultati del lavoro della commissione tecnica per la finanza pubblica relativi ad un progetto di revisione della spesa presso cinque ministeri (Vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti), per quindici minuti.
 

SALVATORE VASSALLO. Signor Presidente, rappresentante del Governo, i proponenti di questa interpellanza intendono richiamare l'attenzione sulle modalità di un'efficace gestione di un mirato contenimento della spesa pubblica, un problema con il quale certamente il Parlamento e il Governo devono fare i conti.
La commissione tecnica per la finanza pubblica, in base ad un atto di indirizzo del Ministero dell'economia e delle finanze, ha prodotto recentemente, a questo riguardo, un rapporto concernente la revisione della spesa presso cinque ministeri: giustizia, infrastrutture, interno, istruzione e trasporti.
Come è noto, tale attività era inserita in un generale processo di revisione e di riforma del bilancio della finanza pubblica, che prevedeva, in particolare, l'attivazione di un'analisi sistematica e di una valutazione della spesa, volta a una sua riqualificazione in termini di efficacia e di efficienza. Si tratta del progetto cosiddetto di spending review, previsto dall'articolo 1, comma 480, della legge finanziaria per il 2007, il quale riprendeva esempi di esperienze consolidate di altri grandi Paesi europei, tra cui Regno Unito e Francia, e aveva l'obiettivo di riesaminare il bilancio pubblico e riclassificarlo in missioni e programmi di spesa, provando così, in qualche modo, a migliorare le funzioni allocative ed esecutive. Quindi, si provava, attraverso questa strada, a superare un approccio puramente incrementale alla formulazione del bilancio, basato su modifiche marginali alla spesa storica, introducendo una cultura dell'analisi della formazione dei bilanci, cosiddetta a base zero.
L'esercizio dello spending review, di questo approccio a base zero, d'altro canto, oltre a consentire una più mirata politica di contenimento della spesa, è un approccio molto utile - questo lo dimostra anche la letteratura comparativa - perché tende a generare un effetto positivo di apprendimento delle amministrazioni pubbliche e dei Governi sulle loro sacche di inefficienza.
Da questo punto di vista, per esempio, è a nostro avviso apprezzabile che anche nella stessa elaborazione del rapporto prodotto dalla commissione tecnica per la finanza pubblica sia stato avviato un tavolo di lavoro, formato da rappresentanti della Ragioneria generale dello Stato, dai Ministeri interessati, da esperti interni ed esterni ai Ministeri stessi, che ha consentito verosimilmente che emergessero comuni e plausibili linee d'intervento per il contenimento della spesa. Come è noto, questo esercizio è particolarmente necessario in Italia, nel momento in cui è molto forte la richiesta di una maggiore efficienza ed efficacia delle prestazioni rese dallo Stato.
Sempre nell'ottica di un processo di riduzione e miglioramento della spesa pubblica, si inquadra l'idea della riclassificazione del bilancio per missioni e programmi, che sposta la centralità delle scelte di spesa delle amministrazioni che gestiscono risorse alle finalità cui le stesse sono destinate.
Questa nuova classificazione ha fornito uno strumento più trasparente per l'analisi di bilancio creando le premesse per decisioni politiche più consapevoli e gestioni amministrative più flessibili e meglio valutabili. Nel quadro di questa analisi, di questa revisione della spesa nei cinque Ministeri già citati, d'altro canto la commissione aveva già identificato alcune aree di intervento: l'organizzazione territoriale delle amministrazioni (con alcuni interventi relativi all'accorpamento degli uffici in modo di sfruttare le economie di scala), alcune procedure amministrative relative all'organizzazione del personale, le politiche dei trasferimenti, la struttura dei bilanci e i rapporti con il Ministero (con la revisione di alcune procedure che instaurano un'efficiente politica della spesa nei singoli dicasteri). La commissione ha dunque svolto grazie al mandato legislativo una straordinaria analisi di valutazione.
È bene sottolineare che questa analisi ha riguardato cinque ministeri che rappresentano insieme circa il 30 per cento del totale della spesa corrente dello Stato è poco più di un quarto, il 26 per cento, della spesa in conto capitale. La commissione ha consegnato una prima versione di questo rapporto nel dicembre del 2007 e successivamente ha continuato a lavorare per approfondire alcuni problemi e criticità emersi in questa prima fase di analisi fino a consegnare effettivamente la versione finale del rapporto nelle mani del Ministro lo scorso giugno.
Pertanto la nostra interpellanza è molto semplice: chiediamo di sapere, innanzitutto, se il Ministero intende proseguire nel progetto di
spending review, ovvero se intende mantenere l' approccio di una analisi accurata, di una revisione sistematica della spesa, per razionalizzare la spesa pubblica. In secondo luogo chiediamo di sapere in maniera più specifica per quale ragione il Governo non abbia fino adesso reso pubblico questo utile strumento di analisi della spesa utilizzato dai cinque Ministeri citati e se, anche se tardivamente, intenda farlo quanto prima. Questo documento, infatti, sarebbe stato utile, ed era stato programmato e previsto, proprio in previsione della formazione della legge finanziaria per il 2009 anche se ovviamente non è stato possibile tenerne conto nell'esame della spesa realizzato nella elaborazione della manovra estiva che abbiamo appena votato.

PRESIDENTE. Il Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze, Luigi Casero, ha facoltà di rispondere.

LUIGI CASERO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, come l'onorevole Vassallo e gli altri interpellanti sanno, la citata commissione è stata soppressa dall'articolo 45 del decreto-legge n. 112 del 2008, in fase di conversione al Senato e che tornerà la prossima settimana alla Camera. La soppressione di questa commissione ha portato, trattandosi di una norma contenuta nella legge finanziaria di quest'anno, ad un ampio dibattito nelle Commissioni bilancio e finanze proprio durante la discussione dei temi della spending review e delle azioni da compiersi per contenere e intervenire sulla spesa. Il Governo già in quella sede - vi è stato come dicevo un dibattito molto lungo - ha presentato le proprie valutazioni, ha dichiarato come intende intervenire attraverso l'articolo 60 ovvero con un utilizzo diverso della gestione della spesa e ha lungamente descritto i vari strumenti tecnici utilizzati. L'interpellante ha parlato del bilancio a base zero, ma questo intervento tecnico che già ormai da trenta anni è stato presentato, ed in parte utilizzato, non viene più utilizzato perché tutte le amministrazioni, sia nazionali sia internazionali, hanno avuto difficoltà a riazzerare il bilancio ogni anno.
Dal punto di vista teorico sarebbe la soluzione ideale perché porterebbe a destinare le risorse veramente necessarie. Spesso, in una gestione complessa come quella di un bilancio pubblico, purtroppo si agisce molto su base storica e quindi vi è la necessità di introdurre una serie di strumenti che possono invece destinare il bilancio secondo le finalità del caso. Il Governo, con un articolo inserito nella manovra finanziaria di quest'anno, ha introdotto una flessibilità di gestione del bilancio stesso, permettendo agli stessi Ministeri di intervenire in modo flessibile e quindi di modificare la destinazione delle risorse all'interno dello specifico Ministero con degli interventi di quest'ultimo, potendo in questo caso rispondere alle immediate necessità che sussistono in relazione ai vari capitoli di bilancio. A fronte di tale misura è stato effettuato un taglio lineare su tutti i capitoli di bilancio che ha abbassato la disponibilità necessaria. È questa la linea che si è tenuta, la quale è stata molto discussa e verrà discussa sicuramente anche nei prossimi giorni.
Per quanto riguarda invece la domanda specifica relativa al lavoro eseguito dalla commissione indicata nell'interpellanza, tale commissione fondamentalmente ha realizzato un lavoro diviso in due parti, come ha detto giustamente l'interpellante. La prima parte, un lavoro intermedio, è già stata pubblicata e resa disponibile a tutti sul sito del Ministero dell'economia delle finanze e si può trovare andando all'indirizzo Internet: www.mef.gov.it.ministero/commissioni/ctfp/documentazione.asp. Quindi, questo documento intermedio è stato presentato ed è già disponibile. L'interpellante invece si riferisce al documento finale che è stato consegnato al Ministero dell'economia e delle finanze il 19 giugno del 2008 ed è allo studio. Il Ministro lo sta analizzando e valutando e appena avrà compiuto la valutazione (penso che questo avverrà a breve) il documento sarà consegnato alle Camere (solitamente viene consegnato alle Commissioni bilancio della Camera e del Senato) e verrà pubblicato sullo stesso sito del Ministero.

PRESIDENTE. L'onorevole Vassallo ha facoltà di replicare.

SALVATORE VASSALLO. Signor Presidente, sono parzialmente soddisfatto della risposta, naturalmente per quanto riguarda la precisazione circa la pubblicazione del documento in questione. Tuttavia ci attendiamo naturalmente che le valutazioni del Governo non portino - presumo che non possano portare - ad una revisione del documento stesso prodotto da una commissione, in un certo senso indipendente, formata da esperti. Devo notare che la decisione richiamata dal sottosegretario circa la soppressione di questa commissione non è stata a sufficienza giustificata. Mi riferisco al far mancare al dibattito parlamentare e all'attività governativa una risorsa conoscitiva di grande rilievo che sarebbe molto utile in questa fase di discussione non solo di contenimento della spesa pubblica, ma anche in vista del dibattito che si aprirà nei prossimi mesi con riferimento al federalismo fiscale. Al riguardo uno dei problemi che noi dovremo affrontare riguarderà la congruenza tra le ipotesi che si stanno avanzando, anche da parte al Governo, in merito a tale argomento e la loro compatibilità con gli equilibri generali di finanza pubblica. Dunque, devo cogliere questa occasione per rilevare che quanto è stato detto riguardo alla soppressione di questa commissione non è stato a sufficienza giustificato, anzi rischia di creare un deficit di conoscenza, che è particolarmente preoccupante quando invece dovremmo affrontare temi così complessi che richiederebbero una conoscenza e una capacità di previsione sugli effetti di interventi, come quello di cui si parlerà da qui a qualche tempo.
Sono solo parzialmente soddisfatto da questa promessa del Governo di rendere pubblico il documento, in quanto è evidente che, a questo punto, il documento non potrà essere utilizzato, come forse avrebbe potuto, per interventi più mirati nel contenimento della spesa che avrebbero, forse, potuto evitare almeno in alcuni casi le iniziative approvate di recente dal Parlamento. Questi provvedimenti, anziché rivolgersi a tagli mirati alla spesa pubblica, hanno preferito operare con manovre generalizzate di contenimento, come il blocco delle assunzioni, il blocco stipendiale, i tagli trasversali alle spese di funzionamento, tagli indiscriminati alla sicurezza, all'università e alla sanità, che certamente, oltre a infliggere dolorosi deficit al funzionamento di queste istituzioni, si sono dimostrati, anche nell'esperienza della finanza pubblica italiana, effimeri e addirittura controproducenti nel medio periodo.
Dunque, la nostra parziale insoddisfazione riguarda anche l'accenno un po' vago alle ragioni per le quali il progetto della spending review e l'idea che si debba partire da bilanci a base zero è stata enunciata dal rappresentante del Governo, laddove è chiaro che anche nella letteratura scientifica internazionale oltre che nella pratica delle amministrazioni di altri grandi Paesi democratici il modello del bilancio a base zero è stato pochissimo praticato, anche se ormai se ne parla a partire dagli anni Settanta. Si tratta anche, come ho detto nell'illustrazione dell'interpellanza, di un esercizio molto utile di cui l'amministrazione pubblica non dovrebbe privarsi, vale a dire di spingere i diversi segmenti dell'amministrazione a ripensare stessi e i propri interventi in qualche modo astraendosi dalla logica della spesa storica.

 


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