
All'Assemblea Nazionale del 20 e 21 gennaio, con Pippo Civati ed altri, abbiamo presentato l'ordine del giorno che segue. L'OdG non è stato messo ai voti,.per ragioni chiarite in questo post. C'è però ora un solenne impegno della Segreteria PD a fare le primarie per i parlamentari ove non fosse modificata la legge elettorale. E noi al momento debito riproporremo il sistema aperto e trasparente qui delineato. Chi lo condivide può continiuare ad aderire scrivendo all'indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. oppure attraverso il sito di Prossima Italia.
Assemblea Nazionale del PD del 20 e 21 gennaio 2012
Ordine del giorno sulle primarie per i parlamentari
L’Assemblea Nazionale del Partito Democratico impegna i suoi organismi dirigenti e i gruppi parlamentari a promuovere rapidamente l’approvazione di una legge di riforma del sistema elettorale che implichi l’assegnazione della parte preponderante dei seggi nell’ambito di collegi uninominali con formula maggioritaria.
Nella eventualità, davvero riprovevole, che si voti ancora una volta con il sistema vigente per l’elezione di Camera e Senato, al fine di restituire ai cittadini il fondamentale diritto a scegliere i loro rappresentati, l’Assemblea Nazionale impegna la Segreteria a sottoporre alla Direzione Nazionale, entro novanta giorni, un Regolamento per lo svolgimento di elezioni primarie per la scelta dei candidati del PD al Parlamento aperte a tutti i nostri elettori, ispirandosi alle seguenti linee guida, frutto del lavoro comune di militanti, dirigenti ed esperti:
1. fatta eccezione per la candidatura del Segretario Nazionale, i candidati al Parlamento del PD vengono selezionati per mezzo di elezioni primarie;
2. a tal fine, ogni provincia costituisce un collegio; su richiesta della Direzione provinciale e delibera della Direzione regionale, nelle province con più di 1.000.000 abitanti possono essere costituiti collegi sub-provinciali, quelle con popolazione inferiore a 500.000 abitanti possono essere aggregate a collegi territorialmente contigui;
3. i requisiti per la presentazione delle candidature devono assicurare un leale e corretto rapporto dei candidati con il partito, e prevedere comunque una raccolta di firme fra i componenti di organismi dirigenti o gli iscritti del collegio seguendo, nella misura in cui siano applicabili, i principi previsti a tale riguardo dallo Statuto del PD per le primarie di partito per la scelta dei candidati a sindaco;
4. i candidati si impegnano a rispettare lo Statuto, il Codice etico e il Regolamento per le primarie, il quale dovrà stabilire rigorosi criteri e limiti per la raccolta dei fondi, l’usi dei mezzi di comunicazione e la rendicontazione delle spese per la propaganda elettorale; è fatto in ogni caso divieto ai dirigenti e ai quadri del PD di utilizzare risorse finanziarie e organizzative, mezzi di comunicazione interna o personale dipendente del partito per promuovere specifiche candidature; il mancato rispetto di tali norme comporta l’esclusione dalla candidatura al Parlamento nelle liste del Partito Democratico;
5. qualora non siano intervenute modifiche nella attuale struttura a bicameralismo perfettamente paritario del Parlamento, le candidature sono presentate in maniera indistinta per la Camera e per il Senato;
6. possono votare tutti i cittadini che il giorno delle primarie si recano al seggio del territorio in cui risiedono, esibiscono il loro certificato elettorale ed un valido documento di identificazione, sottoscrivono un documento in cui dichiarano di essere "Elettori del Partito Democratico", autorizzano l'inclusione dei loro dati anagrafici nel relativo “Albo degli elettori” che verrà reso pubblico su Internet, versano una somma minima come contributo alle spese delle primarie e della campagna elettorale del PD;
7. ciascun elettore può esprime fino ad un massimo di due voti, purché siano espressi per candidati di genere diverso;
8. per stabilire l'ordine in cui, nell'ambito di ciascuna regione, i candidati alle primarie hanno diritto ad essere inseriti in lista, si suddivide inanzitutto il totale dei voti validamente espressi in ciascun collegio a favore del PD in occasione delle elezioni per la Camera dei Deputati del 2008 per 1, 3, 5, 7 e così via ottenendo una serie di quozienti di entità decrescente; la prima candidatura viene assegnata al collegio che dispone del primo quoziente più alto e, nell'ambito del collegio, al candidato alle primarie che ha ricevuto il maggior numero di voti; le successive candidature sono assegnate al collegio con il quoziente non ancora utilizzato più alto e, all'interno del collegio, al candidato alle primarie non ancora selezionato che ha ottenuto il maggior numero di voti;
9. i candidati esercitano l'opzione per la Camera o per il Senato nell'ordine in cui sono stati selezionati, e vengono quindi collocati nella lista prescelta immediatamente dopo il candidato che aveva esercitato prima di loro l'opzione per la medesima lista.























Commenti
Andrea De Pasquale
membro direzione provinciale PD Bologna
Wanda Cavecchia
Componente l'Assemblea Nazionale.
L’Assemblea Nazionale del Partito Democratico impegna i suoi organismi dirigenti e i gruppi parlamentari a pro- muovere rapidamente l’approvazione di una legge di riforma del sistema elettorale che implichi l’assegnazione della parte preponderante dei seggi nell’ambito di collegi uninominali con formula maggioritaria.
Non serviva (non si parlava sostanzialmente di questo) ed ha affossato l'OdG.
Stiracchiatura inessenziale (ma letale) in questa fase.
Siccome le primarie richieste erano per il residuale ed eventuale Porcellum, è stato inutile e dannoso.
My 2 cents