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Diritto di voto agli immigrati

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La Repubblica (18/11/2009) | Nuovo fronte di scontro interno alla maggioranza. Stavolta a far salire la temperatura è stata la presentazione del disegno di legge [Veltroni, Vassallo, Perina, Orlando, Rao] che attribuisce il diritto di voto alle elezioni comunali e circoscrizionali ai cittadini extracomunitari residenti in Italia da almeno cinque anni. Una proposta bipartisan sottoscritta da esponenti di tutti i gruppi parlamentari (Lega esclusa). Ed è proprio Umberto Bossi a dar voce all'ira del Carroccio: "Gli immigrati devono essere mandati a casa loro, non c'è lavoro neanche per noi". Parole che Gianfranco Fini bolla così: "E' una battuta liquidatoria, un anatema, ma non risolve il problema. Gli immigrati in Italia oggi sono quattro milioni, ma il fenomeno è destinato ad aumentare. Tocca quindi alla politica mettere in campo politiche di lunga durata. Non farlo significa di accendere delle mine sul cammino della nostra società".

La proposta. Il testo viene illustrato alla Camera da Walter Veltroni e Salvatore Vassallo del Pd, Flavia Perina e Fabio Granata del Pdl (già promotore della proposta di legge sulla cittadinanza), Leoluca Orlando dell'Idv e Roberto Rao dell'Udc. "Una proposta risponde a una priorità nell'affrontare i temi dell'immigrazione: quella di garantire inclusione e responsabilizzazione" dice Veltroni. Il diritto di voto amministrativo agli immigrati extraUe, del resto, è già riconosciuto in varie forme in 16 Paesi europei su 27. Flavia Perina, ricorda le polemiche all'interno del Pdl e i rapporti tesi di queste ore tra Berlusconi e Fini e ammette: "Questa iniziativa avviene in un contesto particolare". D'altronde basta vedere il titolo del Giornale che recita 'Perina e Veltroni insieme alla guerra contro Silvio'. La deputata, però, non ci sta: "Questo è uno schema da demolire: su questioni così fondamentali e che hanno una rilevanza nazionale importantissima non è possibile usare certi schemi. Se noi del centrodestra continuiamo a seguire logiche xenofobe non facciamo l'interesse nazionale".

Cicchitto: "Inaccettabile". Ma le firme dei deputati Pdl sulla proposta di legge provocano la reazione durissima del capogruppo Fabrizio Cicchitto: "E' inaccettabile che su un tema così delicato alcuni colleghi del gruppo del Pdl abbiano preso l'iniziativa di presentare un disegno di legge firmato con esponenti dell'opposizione, senza che la presidenza del gruppo sia stata interpellata e tenendo conto che questa proposta non è contenuta nel programma di governo".

La replica (anticipata). "Se è per questo - aveva detto poco prima Fabio Granata del Pdl, quasi anticipando le critiche - neanche lo scudo fiscale e la privatizzazione dell'acqua erano nel programma di governo. Come maggioranza ci troviamo a votare la fiducia sui contenuti più disparati". E Flavia Perina aggiunge: "Non mi sento un'extraterrestre nel Pdl. Nei grandi partiti ci sono avanguardie e corpo del partito. Penso che facciamo parte di questa avanguardia".

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