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Nella nuova fase della legislatura dovrebbe finalmente riaprirsi il confronto sulla legge elettorale. Sono intervenuto di recente sull'argomento con due articoli su L'Unità (13 novembre 2011, 23 novembre 2011) e una lettera al Foglio (12 dicembre 2011) che aveva segnalato pochi giorni prima il riemergere nel dibattito politico di una proposta avanzata nel 2007, il cosiddetto Vassallum, che allora parve uno spunto appropriato per favorire un compromesso parlamentare, prima che vicende extra-politiche decretassero la fine anticipata della legislatura. Ho quindi ritenuto utile, come contributo al lavoro parlamentare che spero si sviluppi costruttivamente e in tempi brevi, di depositare un progetto di legge basato su quel modello (qui il file pdf del progetto di legge). Un progetto di contenuto pressoché identico era stato già presentato nel maggio 2008 al Senato dal Sen. Giuseppe Saro del Popolo delle Libertà (S-696) ed è stato depositato più di recente, sempre al Senato, dai Senatori del Partito Democratico Ceccanti, Morando, Tonini, Giaretta, Adamo e Negri. Nel dossier che segue un approfondimento e i riferimenti ai documenti di maggiore interesse sull'argomento.
Nella mia attività accademica, accanto ad altri temi, mi occupo da sempre di sistemi elettorali e comportamenti di voto. Ho studiato le caratteristiche tecniche dei primi e il loro impatto sulla competizione politica. Nell'ambito dell'Istituto Cattaneo e del gruppo Itanes, ho analizzato le motivazioni soggettive e i fattori di contesto che spingono i cittadini a partecipare alle elezioni e sostenere questo o quel partito. Si tratta di un interesse nato, a metà degli anni ottanta, per l'insoddisfazione verso la politica della Prima Repubblica, piagata dal clientelismo (anche a causa del voto di preferenza) e resa immobile da un sistema elettorale proporzionale nemico dell'alternanza.
All'inizio degli anni novanta, sono stato tra i promotori dei referendum per il sistema maggioritario uninominale e l'elezione diretta dei capi degli esecutivi (sindaci, presidenti di provincia e di regione). Continuo a credere che la politica al livello nazionale sarebbe un poco migliore (mai pensato che i sistemi elettorali siano una panacea) se tornassimo al collegio uninominale, mentro penso che sarebbe peggiore se tornassimo al proporzionale puro, seppure attenutato dallo sbarramento, come vorrebbero i sostenitori del sistema tedesco (cfr. 1, 2, 3, 4, 5, 6).
Nel novembre del 2007, su impulso di Walter Veltroni, ho elaborato una proposta tesa ad accompagnare il processo di ristrutturazione del sistema politico avviato con la creazione del PD (qui la prima versione del documento e qui la versione definitiva). Quella proposta aveva uno scopo tattico ed uno strategico: evitare che prevalesse in Parlamento il sistema tedesco (che avrebbe decretato la fine del bipolarismo); favorire un bipolarismo fondato su due grandi partiti alternativi e pochi altri partiti di medie dimensioni. Come è noto, con l'uscita dell'Udeur dalla maggioranza (a seguito delle inchieste sui coniugi Mastella) e la crisi del governo Prodi, il confronto sul sistema elettorale si interruppe.
A questo punto possono essere seguite diverse strade, se si vuole salvare il bipolarismo e renderlo più civile: a) limitare i difetti dell'attuale sistema rendendo effettive le soglie di sbarramento e riducendo drasticamente la dimensione delle circoscrizioni; b) tornare con poche o nessuna modifica alla legge Mattarella usata dal 1994 al 2001 (sistema misto a prevalenza maggioritaria); c) introdurre un sistema pienamente uninominale maggioritario come quello francese, con doppio turno; d) pensare ad un sistema che lasci teoricamente ai partiti la possibilità di presentarsi ciascuno per suo conto ma premi quelli più grandi creando di fatto una dinamica bipolare basata sulla contrapposizione tra i due partiti maggiori, come accade in Spagna e come si cercava di fare con il "Vassallum".
La maggioranza PdL-Lega era con tutta probabilità favorevole alla soluzione a). Il PD, sulla base di quanto sostenuto nel programma elettorale del 2008, dovrebbe prediligere la soluzione c) o, in subordine, la b), anche se D'Alema, insieme a Casini, è favorevole al tedesco. Personalmente continuo a credere che la d) sarebbe un buon compromesso a cui anche il centrodestra dovrebbe essere interessato.
Progetti di legge della XVI Legislatura
La "Calderoli" e lo sbarramento per le Europee
D.Lgs. 533/1993 con le modifiche della L. 270/2005 (Senato)
T.U. 361/1957 con le modifiche della L. 270/2005 (Camera)
Legge 10/2009 (Parlamento Europeo)
Legge 1/1999 (Presidenti di Regione)
Legge 108/1968, come modificata dalla L. 43/1995 (Consigli regionali)
Legge 43/1995 (Consigli regionali)
Legge 277/1993 (Camera)
Decreto legislativo 533/1993 (Senato)
Legge 81/1993 (Comuni e Province) poi trasfusa nel D.Lgs. 267/2000
Le leggi elettorali della "Prima Repubblica"
Testo Unico 361/1957 (Camera dei Deputati)
Legge 29/1948 (Senato)
Legge 148/1953 (Legge "truffa")
Legge 108/1968 (Consigli regionali)
Legge 122/1951 (Consigli provinciali)
DPR 570/1960 (Consigli comunali)
Legge 18/1979 (Parlamento Europeo)
Documenti di interesse
I sistemi elettorali adottati nelle principali democrazie europee
Il "Vassallum"
La proposta (6 novembre 2007)
Il dibattito (rassegna stampa della Camera dei Deputati)
Una simulazione sugli effetti (articolo per lavoce.info)







































