sei qui: Home Dossier Leggi elettorali
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
.
 

Leggi elettorali

E-mail Stampa PDF
Nella mia attività accademica, accanto ad altri temi, mi occupo da sempre di sistemi elettorali e comportamenti di voto. Ho studiato le caratteristiche tecniche dei primi e il loro impatto sulla competizione politica. Nell'ambito dell'Istituto Cattaneo e del gruppo Itanes, ho analizzato le motivazioni soggettive e i fattori di contesto che spingono i cittadini a partecipare alle elezioni e sostenere questo o quel partito. Si tratta di un interesse nato, a metà degli anni ottanta, per l'insoddisfazione verso la politica della Prima Repubblica, piagata dal clientelismo (anche a causa del voto di preferenza) e resa immobile da un sistema elettorale proporzionale nemico dell'alternanza.

All'inizio degli anni novanta, sono stato tra i promotori dei referendum per il sistema maggioritario uninominale e l'elezione diretta dei capi degli esecutivi (sindaci, presidenti di provincia e di regione). Continuo a credere che la politica al livello nazionale sarebbe un poco migliore (mai pensato che i sistemi elettorali siano una panacea) se tornassimo al collegio uninominale, mentro penso che sarebbe peggiore se tornassimo al proporzionale, seppure attenutato dallo sbarramento, come vorrebbero i sostenitori del sistema tedesco (cfr. 12, 3, 4, 5, 6).

In ogni caso, credo sia assolutamente necessario sostituire quanto prima la scellerata legge voluta nel 2005 dal centrodestra per limitare i danni di una sconfitta annunciata (2006) e mettere la nomina dei parlamentari totalmente nelle mani dei gruppi dirigenti dei partiti. Quella legge elettorale ha moltiplicato i gruppi parlamentari portando all'esito sperato da chi l'aveva approvata: una maggioranza (di centrosinistra) risicata e divisa in mille frammenti.

Nel novembre del 2007, su impulso di Walter Veltroni, ho  elaborato una proposta tesa ad accompagnare il processo di ristrutturazione del sistema politico avviato con la creazione del PD. Quella proposta aveva uno scopo tattico ed uno strategico: evitare che prevalesse in Parlamento il sistema tedesco (che avrebbe decretato la fine del bipolarismo); favorire un bipolarismo fondato su due grandi partiti alternativi e pochi altri partiti di medie dimensioni. Come è noto, con l'uscita dell'Udeur dalla maggioranza (a seguito delle inchieste sui coniugi Mastella) e la crisi del governo Prodi, il confronto sul sistema elettorale si interruppe.

Lo stesso obiettivo fu portato avanti allora con la scelta del Partito democratico di costruire una coalizione pre-elettorale solo con l'Italia dei Valori, sulla base della promessa che i relativi eletti sarebbero confluiti in un grupppo parlamentare unico. I meccanismi perversi della legge Calderoli (che pone una soglia molto più alta per chi rimane fuori dalle due coalizioni più grandi rispetto a chi sta dentro) furono fatti accezionalmente funzionare al contrario.  Ci si aspettava che in questo modo anche a sinistra del PD sarebbe nato un partito di dimensioni accettabili e dotato di una linea politica più responsabile. L'esito fu invece di una semplificazione del quadro politico ancora più drastica delle attese. Ma questo esito non è destinato a rimanere immutato, se le regole del gioco non cambiano. Sarebbe ancora peggio se venissero rese puramente proporzionali, eliminando il premio di maggioranza.

A questo punto possono essere seguite diverse strade, se si vuole salvare il bipolarismo e renderlo più civile: a) limitare i difetti dell'attuale sistema rendendo effettive le soglie di sbarramento e riducendo drasticamente la dimensione delle circoscrizioni; b) tornare con poche o nessuna modifica alla legge Mattarella usata dal 1994 al 2001 (sistema misto a prevalenza maggioritaria); c) introdurre un sistema pienamente uninominale maggioritario come quello francese, con doppio turno; d) pensare ad un sistema che lasci teoricamente ai partiti la possibilità di presentarsi ciascuno per suo conto ma premi quelli più grandi creando di fatto una dinamica bipolare basata sulla contrapposizione tra i due partiti maggiori, come accade in Spagna e come si cercava di fare con il "Vassallum".

È probabile che l'attuale maggioranza sia favorevole alla soluzione a). Il PD, sulla base di quanto sostenuto nel programma elettorale del 2008, dovrebbe prediligere la soluzione c) o, in subordine, la b), anche se D'Alema insieme a Casini (e Bersani ?) sono favorevoli al tedesco. Personalmente continuo a credere che la d) sarebbe un buon compromesso a cui anche il centrodestra dovrebbe essere interessato.


Progetti di legge della XVI Legislatura

La "Calderoli" e lo sbarramento per le Europee
D.Lgs. 533/1993 con le modifiche della L. 270/2005 (Senato)
T.U. 361/1957 con le modifiche della L. 270/2005 (Camera)
Legge 10/2009 (Parlamento Europeo)

Le leggi elettorali della "Prima Repubblica"
Testo Unico 361/1957 (Camera dei Deputati)
Legge 29/1948 (Senato)
Legge 148/1953 (Legge "truffa")
Legge 108/1968 (Consigli regionali)
Legge 122/1951 (Consigli provinciali)
DPR 570/1960 (Consigli comunali)
Legge 18/1979 (Parlamento Europeo)

Documenti di interesse
I sistemi elettorali adottati nelle principali democrazie europee

Il "Vassallum"
La proposta (6 novembre 2007)
Il dibattito (rassegna stampa della Camera dei Deputati)
Una simulazione sugli effetti (articolo per lavoce.info)

 

Inaugurazione

Libreria


Photo Gallery

Dopo 6 mesi di governo
Dopo 6 mesi di governo
Elezioni europee 2009 | Bologna
Elezioni europee 2009 | Bologna
Enrico Morando Salvatore Vassallo e Tito Boeri
Enrico Morando Salvatore Vassallo e Tito Boeri
Bertinoro 2009
Bertinoro 2009
Bertinoro 2009 - Erik Jones e Salvatore Vassallo
Bertinoro 2009 - Erik Jones e Salvatore Vassallo
Dario Franceschini e Salvatore Vassallo
Dario Franceschini e Salvatore Vassallo
Beatrice Draghetti Salvatore Vassallo e Rita Borsellino
Beatrice Draghetti Salvatore Vassallo e Rita Borsellino
Salvatore Vassallo,Michele Salvati, Giuliano Amato
Salvatore Vassallo,Michele Salvati, Giuliano Amato
Erik Jones, Walter Veltroni, Salvatore Vassallo
Erik Jones, Walter Veltroni, Salvatore Vassallo

Dossier