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Mag16

Soldi ai partiti

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[Intervista di Marco Esposito su L'Espresso Online]. 

'La nuova norma non prevede alcun paletto sull'uso dei finanziamenti pubblici. Domani i leader potrebbero di nuovo comprare diamanti o investire in Tanzania. E in più, sottrae il controllo alla Corte dei Conti'. La denuncia di Salvatore Vassallo, deputato del Pd e politologo.

 
Mag18

Quale legge elettorale?

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Apr27

Finanziamenti alla politica

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Nelle ultime settimane sono intervenuto ripetutamente sui finanziamenti ai partiti,.in Commissione Affari Costituzionali, durante l'assemblea del Gruppo PD della Camera, con dichiarazioni alle agenzie e articoli su quotidiani (vedi i link di seguito). Su tre aspetti mi sono espresso in dissenso da quanto esposto a nome del Gruppo: 1) mi pareva inadeguato un intervento legislativo "di urgenza", come quello inizialmente proposto da  Alfano, Bersani e Casini, che si limitava a stabilire criteri per la trasparenza dei bilanci senza ridurre subito la dimensione dei trasferimenti pubblici ai partiti; 2) mi pareva che l'organismo di controllo alquanto sui generis proposto nel progetto ABC avesse numerosi e gravi difetti, giustificati dall'intezione di sfuggire al "controllore naturale", che nel nostro ordinamento è la Corte dei Conti; 3) mi pareva irragionevole e continuo a considerare sbagliato scorporare una eventuale nuova legge sul finanziamento pubblico da una compiuta normativa in attuazione dell'articolo 49. In molti degli interventi citati avevo anche suggerito di commisurare almeno una parte, crescente nel tempo, dei finanziamenti pubblici alla capacità dei partiti di raccogliere fondi tra i popri sostenitori.

Ho poi partecipato agli incontri di lavoro interni in cui è stata discussa la proposta presentata da Bersani nella conferenza stampa del 24 aprile. Salvo verifica sui dettagli dell'articolato, in fase di elaborazione, mi riconosco perfettamente in quella linea, che da compiutezza alla buona proposta già avanzata dal PD in attuazione dell'articolo 49 della Costituzione ("Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale").

Rimane un problema solo apparentemente procedurale. Per iniziativa del nostro capogruppo, l'ufficio di presidenza della Camera ha deciso di scorporare la normativa sul finanziamento dei partiti dall'attuazione dell'articolo 49. Credo si tratti di un secondo passo falso. La legge in attuazione dell'articolo 49 dovrebbe proprio fissare lo status giuridico dei partiti e dettare i criteri di democraticità interna, rappresentatività e trasparenza da porre a premessa di un più sobrio, corretto e giustificabile finanziamento pubblico. D'altro canto queste sono esattamente le premesse poste a condizione per il finanziamento pubblico nella legge tedesca (qui c'è la traduzione italiana) che molti dicono di voler prendere a modello. Ripartire dalla coda, "insabbiando" la testa, magari con la scusa dell'urgenza, vuol dire ripercorrere scorciatoie simili a quelle che portarono alla spudorata legge sui cosiddetti "rimborsi". Peraltro l'urgenza dovrebbe consigliare esattamente il contrario. Sull'attuazione dell'articolo 49 si è già svolta una lunga istruttoria ed è da tempo calendarizzata per fine maggio la relativa votazione in Aula. La riforma del finanziamento pubblico, entrata da poco in agenda, dovrebbe invece essere imbastita, discussa e votata in due settimane, entro il 15 maggio. Questa stesse posizioni (controllo della Corte dei Conti, finanziamento condizionato all'attuazione dell'articolo 49) sono state poi espresse da Giuliano Amato, che nel frattempo Monti ha nominato come suo consulente sulla materia.

Altro discorso è il puro e semplice dimezzamento delle somme trasferite ai partiti (a legislazione sui "rimborsi" vigente), che va operato già dalla rata di luglio 2012. Un obiettivo per raggiungere il quale basta approvare una norma chirurgica che riduca il relativo stanziamento, agganciandola ad un qualsiasi provvedimento a cui serva una copertura finanziaria.

Per approfodimenti, rinvio al dossier sull'argomento.
Qui una Rassegna stampa degli articoli che citano le mie posizioni sul tema. 
Qui un file con gli emendamenti che ho presentato e una breve spiegazione per ciascuno di essi. 
Qui sotto i link ai miei interventi più recenti.
 
13 04 12: Non bastano le foglie di fico (dichiarazioni alle agenzie)
15 04 12: Stop ai falsi rimborsi ai partiti (su L'Unità).
23 04 12: La proposta Capaldo (sul Corriere della Sera)
06 05 12: La riforma dei rimborsi elettorali (sul Corriere della Sera)
10 05 12: C'è l'accordo. Rimborsi dimezzati (Carlo Bertini su La Stampa)
11 05 12: Troppi buchi nella legge sui partiti (Sergio Rizzo su Corsera)
16 05 12: Soldi ai partiti: la legge non va (Intervista su L'Espresso Online)
 
Apr18

Sui doppi incarichi nella PA

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E' da tempo all'esame delle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera un disegno di legge contenente misure contro la corruzione nella PA. Uno degli argomenti trattati riguarda gli incarichi extra-giudiziali dei magistrati amministrativi. Un fenomeno che presenta parecchi profili problematici. Crea conflitti di interesse (per questo può attenuare l'azione di contrasto alla corruzione) e da luogo a privilegi ingiustificabili. Si pensi che un magistrato amministrativo o un consigliere di Stato nominato presso una autorità di garanzia ottiene l'indennità per questo secondo ruolo (come tutti gli altri componenti dello stesso organo) e in più mantiene per intero il trattamento economico per il ruolo giurisdizionale che non svolge, essendo stato collocato "fuori ruolo". Altri continuano fittiziamente a rimanere in servizio e ad essere dunque responsabili di procedimenti giurisdizionali, mentre svolgono incarichi impegnativi, come ad esempio quello di Capo di gabinetto di un ministro, che li assorbono a tempo pieno. Ho lavorato a lungo sull'argomento, discutendone anche con i vertici, da poco rinnovati, della Associazione Nazionale Magistrati Amministrativi, impegnati a contrastare questo malcostume (recentemente ho anche partecipato ad un loro.seminario svolto a Brescia).

Attraverso un laborioso approfondimento giuridico, ho elaborato e presentato in Commissione alcune proposte emendative (tecnicamente, si trattava di sub-emendamenti ad un emendamento del relatore, anch'esso riportato nel file che si può scaricare cliccando qui). Per ragioni procedurali, tali sub-emendamenti sono decaduti per effetto dell'approvazione dell'emendamento Giachetti vertente sulla stessa materia. Personalmente considero che l'emendamento Giachetti vada nella direzione giusta, anche se non risolve tutti i problemi. Ad esempio non interviene su chi svolge contemporaneamente due incarichi. Ci sono anche altri aspetti non considerati. Per tale motivo ripresenterò i miei emendamenti in Aula cercando di coprire, se possibile, le questioni rimaste irrisolte.

Il loro contenuto è in parte sovrapposto a quello di un altro mio progetto di legge. Parallelamente, è infatti all'esame congiunto delle Commissioni Affari Costituzionali e Lavoro la modifica dell'articolo 23-ter del c.d. decreto "Salva-Italia". Con quell'articolo è stato stabilito un tetto massimo ai trattamenti economici di chiunque lavori per una amministrazione pubblica (pari a quanto viene riconosciuto al Primo presidente della Corte di Cassazione) e un tetto agli incrementi stipendiali consentiti ai dipendenti pubblici che vengano chiamati a ricoprire incarichi come Capo di Gabinetto di un ministero, componente di una Authority o altro. In quel contesto, si dovrebbero dunque fissare norme generali sugli incarichi svolti in "fuori ruolo" da qualsiasi dipendente pubblico. In un mio intervento in Commissione del 18 aprile (qui il resoconto) ho cercato di chiarire perché il secondo problema non è stato adeguatamente affrontato con il decreto "Salva Italia" e non è risolto nemmeno del progetto di legge di revisione del 23-ter che è ora all'esame della Camera. Io credo che si debbano stabilire alcuni criteri semplici e netti da far valere, con poche specificazioni, anche per i magistrati, che seguano un principale generale: anche nella PA si deve essere remunerati in ragione della funzione che si svolge (sulla base di requisiti professionali adeguati) e non dello status che si è in qualche modo acquisito. Da qui la decisione di depositare un apposito progetto di legge (qui il testo con le motivazioni).

 
Mag07

Ecco la nota Miur

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E' stata ricevuta oggi da tutti gli atenei italiani la nota del Direttore Generale per l'Università del Miur con la quale si scioglie definitivamente ogni residuo dubbio sull'adeguamento stipendiale dovuto ai docenti e ricercatori sottoposti a conferma e ai ricercatori non confermati al secondo anno..Una soluzione inequivocabile che arriva dopo quasi un anno di iniziativa parlamentare. Posso testimoniare, e ho piacere di dare atto, che la Direzione Generale per l'Università ha seguito sin dall'inizio la vicenda con attenzione e ha operato anche in quest'ultima fase perché si risolvesse senza sbavature o ulteriori rinvii. Cliccare qui per scaricare la nota del Miur.

 

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Vassallo1965
La campagna elettorale di Vespa è ripresa. Porta-a-porta con Alfano su riforma finanz pubblico #partiti e altro. Truffa-truffa-ambiguità #fb

Giovedì 17 Maggio 2012

Vassallo1965
Finanziamento ai partiti. Bene il dimezzamento. Ancora tossico il sistema stabilito per il futuro. http://t.co/i0VKHYeN

Mercoledì 09 Maggio 2012

Vassallo1965
Ciao Cev hai reso lievi le istituzioni caricandoti di pesi insopportabili. Hai creato legami dove non c'erano e ci hai spezzato il cuore.#fb

Mercoledì 09 Maggio 2012

Vassallo1965
Ecco la nota Miur che scioglie definitivamente ogni dubbio sugli stipendi dei neo-ricercatori. http://t.co/jy430uqS

Lunedì 07 Maggio 2012

Vassallo1965
Calorosi auguri a #Hollande. Confidando che erediti da #Mitterrand sia lo slancio del 1981 che il pragmatismo del "tournant" del 1983. #fb

Lunedì 07 Maggio 2012